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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Esofago di Barrett: cos'è, sintomi, cause, cura, guarigione e alimentazione

Cosa è l’Esofago di Barrett?


L'Esofago di Barrett è una condizione in cui le cellule che rivestono la parte inferiore dell'esofago subiscono una trasformazione anomala a causa di un'esposizione prolungata ai succhi gastrici. In pratica, il normale rivestimento dell'esofago viene progressivamente sostituito da cellule simili a quelle presenti nell'intestino, un fenomeno noto in medicina come metaplasia intestinale.


Nella maggior parte dei casi, l'Esofago di Barrett rappresenta una complicanza della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). Quando il reflusso si manifesta per anni e non viene adeguatamente controllato, l'acido proveniente dallo stomaco può irritare e danneggiare la mucosa esofagea. Per adattarsi a questa aggressione cronica, l'organismo sostituisce le normali cellule dell'esofago con cellule più resistenti all'acidità.


L'Esofago di Barrett non è un tumore e molte persone convivono con questa condizione senza sviluppare complicanze. È, però, considerato un importante fattore di rischio per l'adenocarcinoma esofageo, una forma di tumore dell'esofago. Per questo motivo, una volta effettuata la diagnosi, è fondamentale seguire il programma di controlli indicato dal gastroenterologo, che generalmente prevede gastroscopie periodiche con biopsie per monitorare l'eventuale comparsa di alterazioni precancerose, chiamate displasie.


Sebbene nella maggior parte dei pazienti non siano considerevoli le probabilità di evoluzione verso il cancro, la diagnosi precoce e il trattamento del reflusso gastroesofageo sono fondamentali per ridurre il rischio di progressione della malattia.


esofago di Barrett


Quali sono i sintomi dell'esofago di Barrett?


L'Esofago di Barrett, di per sé, non provoca sintomi specifici. Nella maggior parte dei casi, i disturbi avvertiti dal paziente sono quelli della malattia da reflusso gastroesofageo, condizione che rappresenta la principale causa dello sviluppo di questa alterazione della mucosa esofagea. I sintomi più frequentemente associati al reflusso gastroesofageo sono:


  • Bruciore di stomaco (pirosi gastrica);
  • Rigurgito acido;
  • Dolore o fastidio al petto;
  • Nausea;
  • Difficoltà a deglutire (disfagia);
  • Sensazione di nodo in gola;
  • Alito cattivo;
  • Tosse cronica o irritazione della gola;
  • Raucedine;
  • Dolore nella parte superiore dell'addome.


Un aspetto importante da sottolineare è che non tutte le persone affette da Esofago di Barrett presentano sintomi evidenti. Alcuni studi hanno evidenziato che una quota significativa di pazienti riceve la diagnosi durante una gastroscopia eseguita per altri motivi o nell'ambito di controlli per reflusso cronico.


Quali sono le cause?


La causa esatta dell'Esofago di Barrett non è ancora completamente nota. La maggior parte degli esperti, però, concorda sul fatto che questa condizione sia strettamente legata al danno cronico provocato dai succhi gastrici alla mucosa dell'esofago.


Nella maggior parte dei casi, l'Esofago di Barrett si sviluppa in persone affette da malattia da reflusso gastroesofageo. Quando il contenuto acido dello stomaco risale ripetutamente verso l'esofago per anni, può irritare e lesionare il rivestimento interno dell'organo. Per adattarsi a questa continua aggressione, le cellule esofagee possono progressivamente trasformarsi in cellule simili a quelle presenti nell'intestino, dando origine alla cosiddetta metaplasia intestinale che caratterizza l'Esofago di Barrett.


È importante sottolineare che non tutte le persone con reflusso gastroesofageo sviluppano questa condizione. Allo stesso tempo, alcuni pazienti con Esofago di Barrett riferiscono pochi sintomi o addirittura non ricordano episodi significativi di reflusso (a tal proposito si parla di reflusso silente).


Secondo gli specialisti, la trasformazione della mucosa esofagea potrebbe rappresentare un meccanismo di difesa dell'organismo. Le cellule intestinali sono infatti naturalmente più resistenti all'azione degli acidi e degli enzimi digestivi rispetto alle normali cellule dell'esofago.


Quali sono i fattori di rischio?


Alcuni soggetti presentano una probabilità maggiore di sviluppare questa condizione. Il principale fattore di rischio è la presenza di reflusso gastroesofageo cronico, soprattutto quando persiste per molti anni. Ci sono, però, anche altri fattori che, se presenti, possono aumentare la probabilità di sviluppare questa alterazione della mucosa esofagea.


Fattore di rischioPerché il rischio aumenta
Reflusso gastroesofageo cronicoLa prolungata esposizione dell'esofago ai succhi gastrici può danneggiare la mucosa e favorire la metaplasia intestinale
Sesso maschileGli uomini sviluppano l'Esofago di Barrett circa 2-3 volte più frequentemente rispetto alle donne
Età superiore ai 50 anniIl rischio aumenta con l'età, poiché i danni provocati dal reflusso tendono ad accumularsi nel tempo
Obesità, soprattutto addominaleL'eccesso di grasso nella zona addominale aumenta la pressione sullo stomaco e favorisce il reflusso
Fumo di sigarettaIl tabacco può contribuire a danneggiare la mucosa esofagea e aggravare il reflusso
Ernia iataleFavorisce la risalita del contenuto gastrico verso l'esofago
Familiarità per esofago di Barrett o tumore esofageoAlcuni studi suggeriscono una predisposizione familiare alla malattia
Etnia caucasicaL'esofago di Barrett risulta più frequente nelle persone di origine caucasica rispetto agli altri gruppi etnici


Come avviene la diagnosi?


La diagnosi dell'Esofago di Barrett viene generalmente effettuata da un gastroenterologo attraverso una gastroscopia, esame che consente di osservare direttamente l'interno dell'esofago.


Durante l'esame, il medico può individuare eventuali aree sospette della mucosa esofagea. Mentre il normale rivestimento dell'esofago appare liscio e di colore rosa pallido, nell'Esofago di Barrett la mucosa tende ad assumere un aspetto più arrossato e vellutato. La sola osservazione visiva, però, non è sufficiente per confermare la diagnosi.


Per questo motivo, durante la gastroscopia vengono generalmente prelevati piccoli campioni di tessuto (biopsie) che vengono successivamente analizzati al microscopio. L'esame istologico permette di confermare la presenza della metaplasia intestinale, ossia la caratteristica alterazione cellulare che definisce l'Esofago di Barrett.


Oltre a confermare la diagnosi, l'analisi dei campioni permette di stabilire se siano presenti segni di displasia, ovvero alterazioni cellulari considerate precancerose. In base ai risultati, l'Esofago di Barrett può essere classificato come:


  • Senza displasia, quando non sono presenti alterazioni precancerose;
  • Con displasia di basso grado, quando le cellule mostrano lievi anomalie;
  • Con displasia di alto grado, quando le alterazioni cellulari sono più marcate e il rischio di progressione verso il tumore risulta maggiore.


Una volta diagnosticata la condizione, il gastroenterologo può programmare controlli endoscopici periodici per monitorare l'evoluzione della malattia e individuare precocemente eventuali cambiamenti della mucosa esofagea.


Come si cura l'esofago di Barrett?


Il trattamento dell'Esofago di Barrett ha l'obiettivo di controllare il reflusso gastroesofageo, limitare ulteriori danni alla mucosa esofagea e ridurre il rischio di progressione della malattia. La strategia terapeutica viene personalizzata in base alle caratteristiche del paziente e all'eventuale presenza di alterazioni cellulari rilevate durante gli esami.


Nella maggior parte dei casi, si comincia a curare la malattia da reflusso gastroesofageo. Oltre ad alcune modifiche dello stile di vita e dell'alimentazione, il gastroenterologo può prescrivere farmaci in grado di ridurre la produzione di acido gastrico. Tra i più utilizzati vi sono gli inibitori di pompa protonica (IPP), una classe di medicinali che contribuisce a proteggere l'esofago dall'azione irritante dei succhi gastrici.


Una volta confermata la diagnosi, il paziente viene generalmente inserito in un programma di monitoraggio periodico per valutare l'evoluzione della malattia nel tempo. Questo consente di individuare precocemente eventuali cambiamenti della mucosa esofagea e di intervenire quando necessario.


Nei casi in cui siano presenti alterazioni precancerose, il medico può valutare trattamenti endoscopici mirati alla rimozione o alla distruzione del tessuto anomalo. Tra le procedure più utilizzate rientrano:


  • Ablazione con radiofrequenza;
  • Crioterapia;
  • Resezione endoscopica della mucosa.


In situazioni particolarmente gravi o complesse, può essere preso in considerazione anche un approccio chirurgico. La scelta del trattamento più appropriato dipende da diversi fattori, tra cui:


  • Estensione dell'Esofago di Barrett;
  • Presenza o meno di displasia;
  • Età del paziente;
  • Condizioni generali di salute;
  • Risposta alle terapie già effettuate.


Cosa mangiare e cosa non mangiare con l'esofago di Barrett?


L'alimentazione non può curare l'Esofago di Barrett, ma può contribuire a controllare il reflusso gastroesofageo, principale fattore associato allo sviluppo e alla progressione della malattia. Per questo motivo, i gastroenterologi consigliano generalmente una dieta equilibrata, ricca di fibre e povera di alimenti che possono favorire la risalita dei succhi gastrici verso l'esofago.


La tolleranza ai diversi cibi può variare da persona a persona. Alcuni alimenti, però, risultano generalmente meglio tollerati, mentre altri tendono più frequentemente a peggiorare i sintomi del reflusso.


Alimenti generalmente consigliatiAlimenti da limitare o evitare
  • Verdure fresche e cotte;
  • Frutta fresca non troppo acida;
  • Cereali integrali;
  • Avena;
  • Legumi;
  • Riso integrale;
  • Quinoa;
  • Cous cous;
  • Pane e pasta integrali;
  • Erbe aromatiche;
  • Acqua
  • Caffè;
  • Tè;
  • Cioccolato;
  • Bevande gassate;
  • Pomodoro e derivati;
  • Menta e mentolo;
  • Cibi fritti;
  • Alimenti molto piccanti;
  • Carni lavorate e insaccati;
  • Alcolici;
  • Fast food e pasti troppo grassi


Si può guarire dall'esofago di Barrett?


L'Esofago di Barrett in genere non scompare spontaneamente. Una volta che le cellule della mucosa esofagea si sono trasformate in cellule di tipo intestinale (metaplasia intestinale), questa alterazione tende a persistere nel tempo.


Ciò però non vuol dire che la malattia peggiorerà o che evolverà verso forme più gravi. Nella maggior parte dei pazienti, soprattutto in assenza di displasia, la condizione può essere gestita attraverso un adeguato controllo del reflusso gastroesofageo e follow-up periodici.


In presenza di alterazioni precancerose, il gastroenterologo può ricorrere a specifici trattamenti endoscopici per rimuovere o distruggere il tessuto anomalo. Anche dopo il trattamento, però, rimane importante il monitoraggio nel tempo della condizione.


Per questo motivo, più che di guarigione completa, gli specialisti parlano spesso di controllo della malattia e prevenzione delle complicanze associate all'Esofago di Barrett.


L'esofago di Barrett può trasformarsi in tumore?


Sì, l'Esofago di Barrett è una condizione precancerosa, poiché aumenta il rischio di sviluppare un adenocarcinoma dell'esofago. Nonostante ciò, la maggior parte dei pazienti non svilupperà mai un tumore.


Secondo i dati riportati da Cancer Research UK, tra il 3% e il 13% delle persone affette da Esofago di Barrett nel Regno Unito sviluppa un adenocarcinoma esofageo nel corso della vita. Il rischio annuale è invece inferiore all'1%, il che significa che meno di una persona su 100 con Barrett sviluppa ogni anno questo tipo di tumore.


Il fattore più importante per valutare il rischio è la presenza di displasie, ovvero alterazioni cellulari precancerose identificate attraverso la biopsia. Nei pazienti senza displasia il rischio di progressione è generalmente basso, mentre aumenta in presenza di displasia di basso o alto grado.


Domande frequenti


Come prevenire l'esofago di Barrett?


La prevenzione passa soprattutto dal controllo del reflusso gastroesofageo. Seguire le indicazioni del medico, mantenere un peso adeguato, evitare il fumo e limitare gli alimenti che favoriscono il reflusso può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare questa condizione.


Quali sono i centri di eccellenza per la cura dell'esofago di Barrett in Italia?


Tra i principali centri di riferimento italiani figurano strutture con elevata esperienza in gastroenterologia ed endoscopia digestiva avanzata, come i centri accreditati EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online di esami endoscopici e visite gastroenterologiche presso centri d'eccellenza selezionati nelle principali città italiane (Milano, Roma, Napoli etc.).


L'esofago di Barrett può regredire?


In alcuni casi, soprattutto dopo trattamenti endoscopici specifici, il tessuto alterato può essere eliminato o ridursi. La regressione, però, non è spontanea e sono necessari controlli periodici per monitorare la malattia.


L'esofago di Barrett è un tumore?


No. L'Esofago di Barrett non è un tumore, ma una condizione precancerosa.


Si può morire con l'esofago di Barrett?


L'Esofago di Barrett, di per sé, non è una malattia mortale. Il rischio principale è rappresentato dall'eventuale evoluzione verso un tumore dell'esofago, evenienza che interessa solo una minoranza dei pazienti.


Quando operare l'esofago di Barrett?


L'intervento chirurgico viene generalmente preso in considerazione nei casi più gravi, in presenza di displasia di alto grado, tumore o complicanze significative che non possono essere gestite con trattamenti meno invasivi.


Quante persone soffrono di esofago di Barrett?


L'Esofago di Barrett è una condizione relativamente poco frequente nella popolazione generale. Una revisione sistematica pubblicata nel 2020 sulla rivista scientifica United European Gastroenterology Journal, che ha analizzato 103 studi internazionali, ha stimato una prevalenza compresa tra lo 0,7% e l'1% nella popolazione generale. La frequenza aumenta invece nelle persone affette da malattia da reflusso gastroesofageo, tra le quali la prevalenza può superare il 7%.


Qual è il tasso di sopravvivenza per l'esofago di Barrett?


L'Esofago di Barrett non riduce generalmente l'aspettativa di vita. La maggior parte dei pazienti conduce una vita normale e non sviluppa mai un tumore esofageo, soprattutto se segue i controlli raccomandati dal gastroenterologo.


Ogni quanto bisogna fare la gastroscopia in caso di esofago di Barrett?


La frequenza dei controlli dipende dalla presenza e dal grado di displasia. Nei pazienti senza displasia la gastroscopia viene generalmente ripetuta ogni 3-5 anni, mentre in presenza di alterazioni cellulari possono essere necessari controlli più ravvicinati.


Fonti e bibliografia


  • Cancerresearchuk.org/about-cancer/other-conditions/barretts-oesophagus/about-barretts;
  • Marques de Sá, Inês et al. “The global prevalence of Barrett's esophagus: A systematic review of the published literature.” United European gastroenterology journal vol. 8,9 (2020): 1086-1105. doi:10.1177/2050640620939376.

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