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Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2026
La gastroscopia, chiamata anche EGDS (esofagogastroduodenoscopia), è una procedura endoscopica che consente di osservare direttamente l’interno della parte superiore dell’apparato digerente, in particolare:
L’esame viene eseguito tramite uno strumento chiamato gastroscopio, un sottile tubo flessibile dotato di una telecamera e di una fonte luminosa all’estremità, che permette al medico di visualizzare su un monitor le immagini delle pareti interne degli organi esaminati.
La gastroscopia è utilizzata principalmente per diagnosticare eventuali patologie o anomalie dell’apparato digerente superiore e, in alcuni casi, può consentire di eseguire piccoli interventi o prelievi di tessuto per ulteriori analisi.
Nei paragrafi successivi, con l’ausilio del Prof. Felice Cosentino, specialista in Gastroenterologia e in Chirurgia dell’Apparato digerente ed Endoscopia Digestiva presso la Casa di Cura “La Madonnina” di Milano, vedremo quando è consigliato eseguire questo esame, come prepararsi e come si svolge la procedura.

Tra i sintomi più comuni che possono portare il medico a richiedere una gastroscopia ci sono:
Attraverso la gastroscopia il medico può individuare diverse patologie dell’apparato digerente superiore, tra cui:
Per eseguire correttamente una gastroscopia è necessario seguire alcune semplici indicazioni di preparazione.
La regola principale è presentarsi a digiuno. Generalmente al paziente viene richiesto di non mangiare né bere nelle 6–8 ore precedenti l’esame, in modo che lo stomaco sia completamente vuoto. Se la gastroscopia è programmata al mattino, di solito è sufficiente evitare cibo e bevande dalla sera precedente.
Prima dell’esame è inoltre importante informare il medico di:
In alcuni casi lo specialista potrebbe consigliare di sospendere temporaneamente alcuni farmaci o di modificarne l’assunzione nei giorni precedenti all’esame.
All’inizio della procedura il paziente viene fatto sdraiare sul lettino sul fianco sinistro. Prima dell’esame viene generalmente applicato uno spray anestetico alla gola, che serve a ridurre il riflesso del vomito e il fastidio durante l’introduzione dello strumento.
In alcuni casi viene utilizzata anche una sedazione che può essere cosciente o profonda.
| Tipo di sedazione | Caratteristiche |
| Sedazione cosciente | Il paziente rimane sveglio ma rilassato e collaborativo |
| Sedazione profonda | Il paziente dorme durante l'esame e non percepisce fastidi |
Successivamente il medico introduce il gastroscopio attraverso la bocca.
Il gastroscopio viene fatto avanzare lungo esofago, stomaco e duodeno, mentre le immagini vengono trasmesse in tempo reale su un monitor per consentire al medico di osservare le pareti interne degli organi.
Durante l’esame, potrebbe essere insufflata una piccola quantità di aria o anidride carbonica, utile per distendere le pareti dello stomaco e migliorare la visibilità. Se necessario, nel corso della gastroscopia il medico può eseguire alcune procedure operative, come:
Al termine della procedura il gastroscopio viene delicatamente rimosso mentre il paziente rimane in osservazione per alcuni minuti, specie in caso di impiego di sedazione.
La gastroscopia transnasale è una variante della gastroscopia tradizionale, nella quale il gastroscopio viene introdotto attraverso il naso anziché dalla bocca.
Lo strumento utilizzato è generalmente più sottile rispetto a quello impiegato nella procedura tradizionale, caratteristica che può rendere l’esame più confortevole per alcuni pazienti.
In molti casi l’esame viene eseguito senza sedazione, utilizzando soltanto uno spray anestetico locale nasale. Questa tecnica può essere indicata soprattutto per i pazienti che hanno un forte riflesso del vomito o che preferiscono evitare la sedazione.
| Gastroscopia tradizionale | Gastroscopia transnasale |
| Introduzione del gastroscopio dalla bocca | Introduzione del gastroscopio dal naso |
| Gastroscopio di diametro standard | Gastroscopio più sottile |
| Spesso utilizzata con sedazione | Generalmente eseguita senza sedazione |
| Rischio di maggiore riflesso del vomito | Minore stimolo del riflesso del vomito |
La gastroscopia è un esame generalmente rapido. Nella maggior parte dei casi la procedura dura tra i 5 e i 15 minuti. La durata può essere leggermente maggiore se durante l’esame il medico deve eseguire procedure operative.
La gastroscopia è considerata un esame sicuro e ben tollerato, con un rischio molto basso di complicazioni.
Nella maggior parte dei casi, dopo l’esame si può avvertire solo un lieve fastidio alla gola o una sensazione di gonfiore allo stomaco, sintomi che tendono a scomparire spontaneamente nel giro di poche ore.
Le complicazioni più serie, come sanguinamenti, infezioni o perforazioni, sono eventi molto rari e si verificano soprattutto quando durante la procedura vengono eseguiti interventi operativi.
Secondo una revisione sistematica pubblicata nel 2022, ogni anno vengono eseguite oltre 17,7 milioni di procedure endoscopiche gastrointestinali. Lo studio ha evidenziato che le endoscopie digestive, tra cui la gastroscopia, sono procedure a basso rischio, con un’incidenza complessiva di infezioni stimata intorno allo 0,2%.
La gastroscopia non è generalmente dolorosa, ma può risultare leggermente fastidiosa a causa del passaggio dello strumento attraverso la gola. L’utilizzo dell’anestetico locale e, se necessario, della sedazione rende l’esame generalmente ben tollerato.
Il costo di una gastroscopia può variare in base alla struttura sanitaria, al tipo di procedura eseguita e al tipo di sedazione utilizzata. In media, nel settore privato e presso i centri accreditati Eccellenza Medica il prezzo può variare tra circa 200 e 800 euro, mentre con il Servizio Sanitario Nazionale l’esame può essere effettuato pagando solo il ticket, a fronte però di tempi di attesa potenzialmente molto lunghi.
Se la gastroscopia viene eseguita con sedazione, è generalmente consigliato essere accompagnati perché nelle ore successive non è indicato guidare o svolgere attività che richiedono attenzione e concentrazione.
Il risultato preliminare della gastroscopia viene spesso comunicato subito dopo l’esame, perché il medico può osservare direttamente le immagini durante la procedura. Se vengono eseguite biopsie, l’esito degli esami di laboratorio può richiedere alcuni giorni.
No, la biopsia non viene eseguita sempre. Il medico decide di effettuare il prelievo di piccoli campioni di tessuto solo quando è necessario approfondire alcune alterazioni della mucosa o verificare la presenza di infezioni o altre patologie.
Alcuni esami, come la gastroscopia virtuale tramite TAC, possono fornire informazioni sull’apparato digerente superiore. Questi esami, però, non permettono di eseguire procedure operative, pertanto non sostituiscono completamente la gastroscopia.
Dopo la gastroscopia è generalmente possibile tornare a mangiare dopo circa 1–2 ore, quando l’effetto dell’anestetico alla gola è scomparso. È consigliabile iniziare con cibi leggeri e facilmente digeribili, evitando inizialmente alimenti troppo caldi o irritanti.
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