GASTROSCOPIA

Gastroscopia

Gastroscopia

Il termine gastroscopia deriva dal greco ed è l’unione delle parole gastro, e -scopia, dove gastro significa ventre, stomaco, mentre -scopia significa ispezione.

E la gastroscopia, o anche definita esofagogastroduodenoscopia (EGDS), è proprio questo: una tecnica medica strumentale diagnostica che viene utilizzata per un’esplorazione dettagliata dell’interno dello stomaco, l’esofago e il duodeno mediante l’inserimento di un tubo flessibile chiamato gastroscopio, all’interno della bocca del paziente, dotato di fibre ottiche in grado di trasmettere le immagini su di un monitor. La telecamera posta all’estremità del gastroscopio riprodurrà il percorso che incontrerà su di un monitor che lo specialista terrà sotto controllo durante tutta la durata dell’esame.

Durante la gastroscopia è possibile anche intervenire operativamente se il medico si troverà dinanzi alle seguenti situazioni: ingestione di oggetti, sanguinamento provocato da ulcere, presenza di polipi. Lo specialista esegue solitamente delle biopsie, vale a dire il prelievo di campioni di tessuto e sostanze organiche che verranno conservate ed analizzate al fine di rilevare la presenza di eventuali problematiche. La biopsia è particolarmente indicata in caso di ulcera, infiammazioni e\o neoplasie già note per visionare l’andamento della problematica in atto.

La gastroscopia ha una durata totale di circa 10 minuti. Questa stima temporale varia in base ad alcuni fattori: qualora l’esame non dovesse avere finalità operative il tempo ovviamente diminuirà notevolmente.

Indice

Quando richiedere una gastroscopia?

La gastroscopia è un esame diagnostico oggi largamente utilizzato e dunque particolarmente richiesto. Può essere eseguito, presso i nostri centri selezionati, anche tramite una particolare modalità poca invasiva di cui parleremo più avanti (ovvero la gastroscopia transnasale – esame indolore e totalmente sostitutivo alla gastroscopia classica).

La Società Americana di Endoscopia Digestiva (ASGE) definisce alcune linee guida dove vengono raccomandati gli utilizzi appropriati della gastroscopia.

Vediamoli insieme:

  • In presenza di sintomatologia a carico dell’addome superiore che persiste nonostante una terapia farmacologica
  • Come Test di screening in pazienti di età superiore ai 45 anni
  • Come Test di screening in pazienti con familiarità per neoplasia riguardanti l’apparato digerente
  • In presenza di sintomatologia di allarme a carico dell’addome quale anoressia, calo di peso ponderale, aumento di peso improvviso
  • In caso di disfagia (disturbo alimentare che consiste nella difficoltà a deglutire) e\o odinofagia (processo deglutitorio doloroso)
  • In presenza di sintomatologia da reflusso gastroesofageo persistenti nonostante terapia farmacologica
  • In caso di vomito persistente
  • In caso di malattie sistemiche, qualora il riscontro di patologia gastrica può modificare la gestione (come anamnesi di ulcera in pazienti candidati al trapianto, indicazioni a terapia coadiuvante o con FANS, pazienti con anamnesi di neoplasie del capo o del collo)
  • Per confermare lesioni diagnosticate attraverso analisi radiologiche, come una sospetta neoplasia, un’ulcera gastrica è esofagea, stenosi
  • In caso di emorragia digestiva
  • Quando è indicata la raccolta di succo duodenale o digiunale

Preparazione alla Gastroscopia

La gastroscopia, come la maggior parte di esami diagnostici strumentali, richiede una preparazione da parte del paziente per presentarsi all’esame nel modo più consono possibile, permettendo così allo specialista di svolgere un lavoro ottimale oltre che di diminuire notevolmente i tempi di esecuzione dell’esame.

Cosa è opportuno fare, quindi, prima di sottoporti alla gastroscopia?

Per preparazione alla gastroscopia si intende tutto l’iter da seguire non solamente il giorno in cui è previsto l’esame, bensì anche nei giorni che lo precedono è opportuno aderire a delle raccomandazioni che verranno adeguatamente fornite dal medico o dalla struttura in cui si prenoterà l’esame.

  • Il medico specialista andrà informato di eventuali allergie a farmaci oltre che di eventuali terapie in atto, con maggiore attenzione per i farmaci che si utilizzano in caso di diabete o per i farmaci anticoagulanti. In questo modo si permetterà allo specialista di decidere se far sospendere la terapia o meno prima di effettuare l’esame.
  • Il paziente dovrà presentarsi a digiuno assoluto (acqua compresa) da 6-8 ore prima dell’esame. Se l’esame verrà svolto al mattino, quindi, il paziente dovrà rimanere digiuno dalla cena della sera precedente che dovrà comunque essere comporta da cibi leggeri quali, ad esempio, carne magra, pesce bianco, brodi vegetali.

Qualora il medico abbia deciso di non interrompere l’eventuale terapia seguita dal paziente, egli potrà assumerla in pochissima acqua.

Se l’esame diagnostico viene svolto nel pomeriggio, è consentita una leggera colazione a base di the o succo di frutta e fette biscottate.

Come viene eseguita la gastroscopia?

Quale sarà il percorso che il paziente, una volta prenotata la gastroscopia, dovrà seguire? Vediamolo insieme, accompagnando il paziente passo dopo passo dalla prenotazione al ritiro del referto.

  1. E’ sicuramente importante per il paziente prenotare l’esame presso dei centri opportunamente attrezzati e specializzati, scegliendo un’ottimo e qualificato specialista.  Infatti, malgrado il supporto tecnologico a disposizione della moderna medicina, il fattore umano rimane ancora molto rilevante nell’esecuzione della Gastroscopia. Qui è possibile consultare la lista dei nostri centri d’eccellenza nazionali selezionati.
  1. Una volta prenotata, come già indicato, è opportuno consultare il medico che effettuerà l’esame diagnostico (o la sua segreteria) ed iniziare l’iter preparatorio, esordendo da un’accurata anamnesi e passando per ascoltare attentamente ogni indicazione che lo specialista darà;
  1. Qualora lo specialista avesse deciso di far sospendere un’eventuale terapia farmacologica in atto, è opportuno premunirsi di rispettare tale decisione nei giorni antecedenti l’esame;

A questo punto è opportuno dividere il nostro percorso schematico in due sezioni, poiché, come già solamente accennato in precedenza, esistono due metodologie che riguardano la gastroscopia: la gastroscopia tradizionale e la gastroscopia transnasale. Riprendiamo il nostro percorso analizzandolo da entrambi i punti di vista:

Strumento per eseguire la Gastroscopia

Strumento per eseguire la Gastroscopia

Gastroscopia Tradizionale

  1. Le 6-8 ore che precedono l’esame dovrà essere osservato un digiuno assoluto (acqua compresa);
  2. E’ consigliato per il paziente recarsi presso la struttura accompagnato da una terza persona, poiché è molto probabile che sarà sottoposto a una sedazione;
  3. Il paziente deve portare con se i vari referti medici, comprensivi di analisi del sangue eventualmente prescritte dal medico ed in caso di patologie croniche o pregresse, cartelle cliniche già in suo possesso. In caso di protesi dentali è opportuna la rimozione fino alla fine dell’esame stesso;
  4. Essendo la gastroscopia un esame invasivo che risulterà quindi fastidioso per il paziente, lo specialista molto probabilmente procederà con l’eseguire una sedazione;
  5. Lo specialista, a questo punto, inizierà l’esame inserendo il gastroscopio (un tubo flessibile dal diametro di circa 8mm con una telecamera all’estremità) nella bocca del paziente, spingendolo nell’esofago, e quindi nello stomaco, fino a raggiungere il duodeno;
  6. Al termine dell’esame il paziente verrà svegliato dal medico e dall’anestesista (ovviamente presente durante tutta la durata della gastroscopia) e attenderà qualche minuto supino sul lettino finché non si sentirà in grado di sollevarsi.
  7. Al termine dell’esame lo specialista informerà il paziente della condizione di salute dello stomaco visionata attraverso il monitor e potrebbe consigliare di ingerire bevande o alimenti non solidi (ad esempio yogurt o gelato) possibilmente refrigerati per procurare un sollievo alla gola.

Gastroscopia Transnasale

La Gastroscopia Transnasale, seppur totalmente paritetica alla gastroscopia classica, risulta essere un esame particolarmente meno invasivo rispetto alla tecnica tradizionale e quindi sostanzialmente indolore. Si utilizza una sonda endoscopica ultrasottile, di diametro pari a circa 4 mm, che viene delicatamente introdotta attraverso il naso anziché la bocca, permettendo al paziente di evitare senso di soffocamento, conati di vomito o senso di costrizione. Il paziente può parlare e deglutire liberamente nel corso dell’esame.

    1. Le 5-7 ore che precedono l’esame dovrà essere osservato un digiuno assoluto (acqua compresa);
    2. Il paziente deve portare con se i vari referti medici, comprensivi di analisi del sangue eventualmente prescritte dal medico, oltre che tutte le cartelle cliniche già in suo possesso. In caso di protesi dentali è opportuna la rimozione fino alla fine dell’esame stesso;
    3. Il paziente può sdraiarsi su di un fianco oppure rimanere seduto durante l’esame. Lo specialista procederà a spruzzare una sostanza leggermente anestetica nelle cavità nasali, controllerà accuratamente le narici e sceglierà quella più adatta per l’inserimento dell’endoscopio;
    4. Lo strumento utilizzato è un piccolo tubicino dal diametro molto ristretto di circa 5mm che viene inserito nella narice, e verrà spinto dallo specialista e raggiungerà prima l’esofago, poi lo stomaco ed infine il duodeno;
    5. Anche il gastroscopio che viene utilizzato per la gastroscopia transnasale presenta una telecamera all’estremità in grado di fornire le immagini al monitor, che sarà dunque visionato dallo specialista durante tutta la durata dell’esame;
    6. Durante la gastroscopia sarà possibile intervenire operativamente se il medico si troverà dinanzi alle seguenti situazioni: ingestione di oggetti, sanguinamento provocato da ulcere, presenza di polipi. Inoltre, durante la gastroscopia, lo specialista potrà eseguire delle biopsie, vale a dire il prelievo di campioni di tessuto e sostanze organiche che verranno conservate ed analizzate al fine di rilevare la presenza di eventuali problematiche. La biopsia è particolarmente indicata in caso di ulcera, infiammazioni e\o neoplasie già note per visionare l’andamento della problematica in atto. Anche la gastroscopia transasale è dunque una tecnica che permette l’operatività, al pari dell’esame tradizionale.
    7. La durata della gastroscopia transnasale varia dai 5 ai 15 minuti;
    8. Al termine dell’esame lo specialista procederà a rimuovere lo strumento inserito nella cavità nasale del paziente, il quale potrà chiedere delucidazioni circa la condizione medica riscontrata e visionata attraverso le immagini trasmesse sul monitor.

Ecco il video in presa diretta di una Gastroscopia eseguita con tecnica transnasale. Il video è della durata di pochi minuti.

Al termine dell’esame il medico rilascerà al paziente un referto in cui elaborerà una relazione contenente il resoconto di quanto spiegato a voce al paziente circa la situazione riscontrata durante la gastroscopia; il paziente dovrà attendere qualche giorno per visionare invece il referto delle eventuali biopsie effettuate durante l’esame diagnostico, che potrà essere ritirato dal paziente stesso o da un suo delegato (munito di delega scritta e fotocopia di documento di identità) presso la stessa struttura dove è stato effettuato l’esame.
In base all’esito sia della gastroscopia sia dell’esame istologico delle biopsie, lo specialista indicherà al paziente il da farsi (esempio: effettuare ulteriori accertamenti, intraprendere una terapia farmacologica, iniziare una dieta mirata etc).

Gastroscopia tradizionale o Gastroscopia transnasale?

La Gastroscopia Transansale

La Gastroscopia Transansale

Abbiamo avuto modo di parlare di entrambe le procedure. Analizziamo ora i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le metodiche di esame.

Entrambe le procedure consentono di esplorare il tratto digestivo superiore giungendo ben fino alla seconda porzione del duodeno ed entrambe sono operative qualora ci fosse necessità di intervenire per asportazione di polipi, rimozione di oggetti ingeriti etc.

Tra i vantaggi della gastroscopia transnasale è da menzionare sicuramente la possibilità di effettuarla senza sedazione alcuna, anzi durante tutta la durata dell’esame il paziente è perfettamente cosciente ed addirittura in grado di colloquiare con il medico che sta eseguendo l’esame. Ma non solo: il paziente che prenota una gastroscopia transnasale non dovrà essere necessariamente accompagnato, non soffrirà di alcun senso di soffocamento, conato di vomito o senso di costrizione. Il paziente nel corso di questo esame è generalmente rilassato e collaborativo, si è psicologicamente più tranquilli e dunque si potrà avere uno stato emotivo controllato e privo di particolari ansie o tensioni. Questi sono i principali motivi che spingono sempre più pazienti e medici a preferire la gastroscopia transnasale piuttosto che la tradizionale. La gastroscopia transnasale, infine, in considerazione del fatto che si avvale di un gastroscopio dal diametro inferiore rispetto a quello utilizzato per la gastroscopia tradizionale (5 mm contro gli 10-12 mm), comporterà un minor fastidio per il paziente anche nelle ore che seguiranno l’esame.

Tutti questi motivi rendono la gastroscopia transnasale un esame meno invasivo rispetto alla gastroscopia tradizionale, che viene preferita invece alla transnasale in situazioni particolari quali una fisiologia del condotto nasale non consona per l’inserimento del sondino, anche se la percentuale di questi pazienti rasenta lo zero.

La Gastroscopia Transnasale è disponibile in pochi centri in Italia a causa della necessità di una specifica e particolare formazione per il medico che utilizzerà questa tecnica, oltre che di una strumentazione tecnologicamente particolarmente avanzata.

Sottoporsi ad una gastroscopia comporta dei rischi?

Come ogni esame anche la gastroscopia può comportare dei rischi o per meglio dire delle complicazioni, anche se questi sono quasi pari a zero, ma è corretto e professionale da parte nostra, elencarli di seguito per far si che il paziente abbia un quadro quanto più completo possibile:

  • E’ probabile che per un paio di giorni il paziente possa accusare un mal di gola fastidioso;
  • E’ probabile che per qualche ora dopo la gastroscopia tradizionale ci si senta stanchi o assonnati, questa può essere una conseguenza della sedazione;
  • Infezione, emorragia o perforazione all’intestino: se nelle 48 ore che seguono l’esame diagnostico (sia esso avvenuto in sedazione o per via nasale) si verifica dolore addominale, febbre, vomito di sangue o difficoltà respiratorie, avvertire subito il medico o recarsi in pronto soccorso.

Casi eccezionali

Vi sono dei casi in cui non sappiamo se è il caso o meno sottoporsi ad una gastroscopia, perché definiti casi eccezionali. Parliamone insieme.

Gastroscopia in gravidanza

In questo caso ci troviamo dinanzi ad una condizione particolare dove il medico dovrà porre sul piano della bilancia rischi e benefici nel far eseguire un esame comunque invasivo in una donna gravida.
L’American College of Gastroenterology afferma che l’utilizzo di farmaci utilizzati per un’eventuale sedazione possono nuocere il bambino. E’ quindi consigliata una gastroscopia transnasale che non richiede quindi una sedazione, nonostante anche questo genere di esame è consigliato posticiparlo al secondo o terzo trimestre sempre dopo una consulenza che prevede un’attenta valutazione rischi-benefici.
Durante l’esame è controindicato posizionare la donna incinta in posizione supina, sia durante che dopo la gastroscopia.

Gastroscopia nei bambini

Anche i più piccoli si possono sottoporre all’esame endoscopico in questione.
Solitamente l’esame viene svolto in anestesia generale proprio per evitare che il bambino possa muoversi repentinamente e causare complicazioni. Il gastroscopio utilizzato per i bambini viene denominato gastroscopio pediatrico, ed ha un diametro inferiore rispetto a quello utilizzato per la gastroscopia tradizionale negli adulti, assomiglia al gastroscopio utilizzato per l’esame transnasale.

Gastroscopia negli anziani

Anche gli anziani si possono sottoporre all’esame endoscopico in questione, facendo valere le linee guida già analizzate nel corso dell’articolo, informando quindi il medico specialista di eventuali terapie in atto oltre che di eventuali patologie croniche.
E’ chiaro che prima di sottoporre un paziente anziano ad un esame pressoché invasivo è opportuno aver bilanciato il rapporto rischio-beneficio che dovrà essere esaminato dallo specialista gastroenterologo.

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